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G.C.I. a Salisburgo

Arriviamo a metà mattinata a Salisburgo, evento organizzato dal Camper Club “Gruppo Campeggiatori Itineranti” di Nova Milanese dal 25 al 28 aprile 2019, dove pernottiamo all’aria di sosta Reisemobilstellplatz in Carl-Zuckermayer-Strasse, 26: accogliente, ben messa, una piccola sala caffè dove potersi trattenere, buoni servizi (wc, docce, lava-asciugatrici, lavelli per stoviglie) e tre possibilità di camper service. Tutto nuovo e ben tenuto.

Il bus per la città ferma davanti all’area sosta ed è frequente.
Alla reception acquistiamo la Salzburg Card, e, dopo un rapido spuntino, ci avviamo in città, considerando che la maggioranza delle attrazioni si trovano nel centro storico e si raggiungono facilmente a piedi, e tenendo conto che la chiusura di vari monumenti è prevista tra le ore 17 e le 18.
L’uso della City Card risulta, subito, molto utile per i mezzi di trasporto e vantaggiosa per gli ingressi ai monumenti, non solo, ma, avendo con essa facile accesso ai luoghi d’arte e di cultura, ci sembra che, noi turisti, siamo sollecitati a visitarne il più possibile.

01 - Salisburgo VedutaSalisburgo sorge in una vasta conca, attraversata dal fiume Salzach, e si è sviluppata tra due collinette Il suo nome Salzburg in tedesco significa “castello del sale” e deriva dalle miniere di salgemma che sono state per molti secoli l’economia portante della città. Nel XIII secolo divenne un Arcivescovado, una sorta di principato religioso, con a capo il Vescovo, che durò fino al 1803. Nel 1805 passò all’Austria, nel 1810 tornò alla Baviera e nel 1816 rientrò nei territori austriaci.
La città ha anche una lunga storia come fervente centro artistico e culturale, dal 1996, il suo centro è stato dichiarato Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO:
– per la sua storia di città-stato governata da un principe-arcivescovo;
– per il suo capitale artistico e culturale, che preserva e promuove in tante manifestazioni, quale il Festival di Salisburgo dedicato alla musica classica ed operistica. D’altronde, Salisburgo è la città natale, tra gli altri, di Wolfang Amadeus Mozart e di Herbert von Karajan;
– per il suo ricco tessuto urbano sviluppato dal Medioevo al XIX secolo, molto ben conservato, valorizzato dall’eleganza di raffinate costruzioni in stile barocco.

La nostra prima tappa è il Castello di Hellbrunn, scelta determinata dalla giornata calda e assolata, pensando ai giochi d’acqua che sono la vera attrazione di questo sito.
Edificata, all’inizio del XVII secolo dall’architetto Solari per volontà del principe arcivescovo reggente von Hohenems, educato in Italia, secondo il modello02 - Hellbrunn delle ville suburbane italiane, la residenza era destinata a luogo di svago e di riposo. La vicinanza al monte Hellbrunn, e alle sue risorse idriche, ispirò l’utilizzo dell’acqua come elemento determinante per la costruzione di giochi d’acqua che, a sorpresa, “rinfrescavano” gli ospiti, azionati da sofisticati ed originali meccanismi idraulici, ancora oggi perfettamente funzionanti.
Rientriamo, all’area di sosta dove ci aspetta una cena conviviale a base di affettati, spaghetti, varietà di cibo pronto dai diversi camper, colombe ed ovetti pasquali, e tanta cordialità.

Venerdì mattina ci accoglie ancora il sole, ma il tempo sta cambiando. Ci avviamo al centro storico, diretti alla Fortezza di Hohensalzburg. Attraversiamo il ponte sul fiume, passando dalla Salisburgo moderna al centro antico, ed è un’emozione arrivare dinanzi alla casa natale di Mozart, oggi museo, al 9 della Getreidegasse, strada che è il cuore del centro storico, una passeggiata tra storia e modernità, tra negozi d’epoca e nuovi marchi.
Un’attrazione particolare sono le “insegne pubblicitarie”, in ferro battuto, dei mestieri affisse sui negozi, dove è riportato il simbolo della merce venduta o fabbricata: pare che fosse non solo un’accurata decorazione, ma anche un’indicazione per le persone analfabete.
Tra vicoli stretti ed eleganti piazze giungiamo alla Domplatz, dove si trova il Duomo dei Santi Ruperto e Virgilio: un capolavoro del barocco ad opera dell’architetto Solari, sul quale domina la Festung Hohensalzburg: simbolo della città, è la più antica e grande fortezza ancora completamente conservata dell’Europa centrale.

03 - HonensalzburgPer salire alla fortezza, prendiamo la funicolare, una volta arrivati in cima godiamo di un magnifico panorama dell’intera città.
Lo scopo originario della fortezza era quello di difendere il principato e gli arcivescovi dagli attacchi dei nemici, mai espugnata, oggi è sede di numerosi musei che invitano ad intraprendere un viaggio a ritroso nel passato. Indubbiamente, le Stanze dei principi, vale a dire la Sala dei principi, la Stube dorata e la Sala dorata, sono la parte museale più significativa.

Tappa successiva è l’odierno DomQuartier, inaugurato nel maggio 2014: “più che un museo” è lo slogan sul pieghevole preso all’ingresso. Infatti, al di là dell’indiscutibile aspetto culturale, molto stimolante è il percorso storico che si effettua, concernente il periodo in cui Salisburgo era un principato clericale sovrano nel Sacro Romano Impero della nazione tedesca: il percorso circolare del DomQuartier, effettuato con il necessario aiuto dell’audioguida in italiano, attraversa quelle zone che furono il centro del potere: in poco, si rivivono secoli della storia della città.
Dalla terrazza, uno sguardo alla sottostante piazza del Duomo e il piacere di magnifici panorami su Salisburgo e sui monti della città, ma ancor più04 - Dom Quartier - Sala dorata suggestivo è stato l’accesso, dall’alto, al Duomo, attraverso il ballatoio dedicato al coro ed all’organo, affacciandosi di fronte all’altare e con una visione ravvicinata dell’elegante cupola.

All’uscita ci accoglie una leggera pioggia, ci fermiamo per il pranzo, che decidiamo di chiudere andando alla ricerca della famosa Salzburger Nockerl, mentre una parte del gruppo si reca a visitare le catacombe paleocristiane all’Abbazia benedettina di St. Peter e la Casa dove nel 1756 nacque Mozart, trasformata in museo dove sono esposti strumenti musicali e cimeli appartenuti alla famiglia.
Ci indicano un ristorante dove la servono: è un dolce che si prepara al momento. Si presenta come un soufflé formato da tre soffici rotondità a punta, sostanzialmente di albume montato a neve, servito caldo con sopra una salsa di lamponi, una spolverata di zucchero a velo: semplice e di sicuro effetto scenografico. Una porzione è stata sufficiente per quattro persone.
La tradizione originale vuole che le tre “cime” del dolce possano rappresentare le montagne che circondano la città austriaca, spesso innevate e lo zucchero a velo identifica proprio la spettacolarità della neve.
Piove e fa freddo, quindi rientriamo, anche perché i musei e similari chiudono, quasi tutti, alle 17.

05 - Il dolce Salzburger NockerlDedichiamo il sabato piovoso alla visita del Castello di Mirabell, il cui nome Mirabell deriva dalla combinazione delle due parole italiane mirabile e bella.
Fatto costruire nel 1606 dal principe arcivescovo Wolf Dietrich per la sua amante Salome Alt von Altenau, da cui ebbe 16 figli, il castello ebbe nel tempo varie vicissitudini, ricostruito infine agli inizi dell’Ottocento, in seguito ad un violento incendio. Non rimane molto della costruzione originaria: all’interno, la Scala degli Angeli di R. Donner che conduce alla splendida Sala dei Marmi, già sala delle feste del principe arcivescovo, oggi sala per concerti e per la celebrazione di matrimoni.
Il giardino è il richiamo principale con la forma geometrica caratteristica del barocco, orientato verso il06 - Giardini Mirabel duomo e la fortezza. Da ammirare, il Teatro delle Siepi che è uno dei più antichi del suo genere a nord delle Alpi, e il Giardino dei Nani che risale al Seicento, all’epoca dell’arcivescovo Thun. Il Giardino di Mirabell è stato scenario del famoso musical hollywoodiano “Tutti insieme appassionatamente”.

Ci allunghiamo alla fabbrica della Birra Stiegl, dove assistiamo ad un filmato che racconta il procedimento di produzione e fermentazione della birra, visitiamo il museo molto moderno nella sistemazione, facciamo una degustazione, offerta agli ospiti, qualcuno acquista, poi ritorniamo in città.
Ho letto che il credo che contraddistingue questo Birrificio, è “ciò che fai, fallo nel migliore dei modi”: noi del Gruppo Campeggiatori Itineranti crediamo che, anche questa volta, abbiamo fatto, nel migliore dei modi, questo week-end a Salisburgo.

Alla prossima, e grazie a tutti per la compagnia, e agli organizzatori per l’impegno.

Elia Patalano

One Response to "G.C.I. a Salisburgo"

  • MAX TRITTO
    14 maggio 2019 - 14:54

    Ciao Elia,
    Complimenti per l’articolo e sono contento che sia stato un week-end che è piaciuto a tutti.
    Portero’ con me un bel ricordo di Salisburgo , dalla Salzburg Card pagata 34,00 € e sfruttata per 92,00 €
    ( se si fossero effettuati gli ingressi singoli e pagato i mezzi pubblici).
    Citta’ arcivescovile ricca, molto barocca e patria del mio musicista preferito : Amadeus .
    I giardini del Castello di Helbrunn mi hanno ricordato Lainate, stupendi i musei del Duomo con le “sante” audioguide in italiano comprese nella Card.
    Ma un viaggio viene anche ricordato per l’organizzazione e per i compagni di viaggio :
    allora un plauso agli organizzatori e complimenti a tutti per il clima armonioso e festoso SENZA LATITUDINI :
    da Milano a Novara , Napoli , Nova Milanese ….. tutti i partecipanti hanno collaborato e gioito ai balli in centro con cappellino austriaco, alla spaghettata con tavolata unica e al Karaoke nella saletta.

    Con questo spirito è un piacere doppio il viaggiare.
    Ci vediamo al Regionale e poi al nostro TRENTENNALE GCI NOVA MILANESE !

    Un salutone,

    Max Tritto

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