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Il mondo della Roulotte itinerante in Italia

Il mondo della Roulotte itinerante in Italia, analisi e riflessioni.  A cura di Guido Bertinetti – Consigliere Nazionale

Il sito Internet “Tuttocaravan”, uno storico e consolidato riferimento per gli appassionati, ha lanciato tra i suoi frequentatori una serie di sondaggi, volti a comprendere come si muove il mondo della caravan e comprenderne le potenzialità. Le numerose risposte ed i commenti hanno permesso di delineare il reale profilo del caravanista in Italia, un protagonista dinamico e moderno del viaggio e del turismo all’aria aperta.

L’analisi delle risposte ai vari quesiti suscita grande interesse frantuma il metro dello stereotipo col quale spesso si giudica la caravan e ne decreta un futuro da protagonista. Ma vediamo quali sono insistessi gli elementi chiave di questa inchiesta.

art4_guido2La caravan è un bene durevole, efficiente e ben costruita, sfida i decenni e non raramente si tramanda fra generazioni. La manutenzione è minima, sono pochissimi gli elementi soggetti ad usura. L’11% degli intervistati possiede una caravan nuova, con meno di due anni, il 33,14% possiede una caravan tra i 5 ed i 10 anni, mentre il 35,4/% possiede una caravan più datata, tra i 10 ed i 20 anni.

La fedeltà alla caravan è un elemento rilevante, se il 34,42% è alla prima, il 30,77% è alla seconda, il 21,89% alla terza ed un 13,02% oltre la terza.

Fedeltà confermata anche nell’uso prolungato negli anni, dove il 21,08% usa la caravan da più di 5 anni, il 31,33% da oltre 10 anni, ed il 29,52% la usa da oltre i 20 anni.

Un legame, che diviene stile di vita e duraturo modo di essere.

La caravan segue la famiglia, accompagna la crescita dei figli, e quando questi diventano autonomi, si continua a viaggiare in coppia. Il 35,50% degli equipaggi è formato da 2 persone, il 20,71% da 3, il 33,14% da 4, mentre il 10,65% ospita nella caravan più di 4 persone.

Gli equipaggi di una caravan sono maturi e consolidati, il 6,51% ha un’età tra i 30 e i 40 anni, il 29,59% trai 40 ed i 50, il 39% tra i 50 ed i 60, e ben 24% oltre i 60 anni.

Agricampeggio_guido5Oltre a questa fotografia, che possiamo definire di tipo anagrafico, abbiamo chiesto ai nostri frequentatori le stagioni dell’anno in cui si usa la caravan, l’intensità, il modo.

Ne scaturisce un uso abbastanza intenso durante l’anno, il 42% usa la caravan più di 5 volte all’anno, all’estremo opposto solamente un 6% la usa una volta all’anno.

Emerge anche l’impiego della caravan in ogni stagione, il 53,85% dei nostri frequentatori usa la caravan in ogni stagione, con percentuali più basse per l’inverno.

Ancora la caravan dimostra la sua flessibilità di impiego e la sua polivalenza funzionale, il 61% la utilizza sia per vacanza residenziale in campeggio che per il viaggio itinerante, un significativo 22% usa la caravan in modo esclusivo per vacanze itineranti sulle grandi distanze.

Il profilo del caravanista itinerante rivela aspetti interessanti, il 36% percorre per ogni viaggio fino a 3.000 Km, il 30% fino a 5.000 Km, ed un buon 10% oltre i 5.000 Km.

Una grande viaggiatrice, la caravan, che percorre sia le strade italiane che i grandi itinerari europei, con una predilezione esterofila per il 22,67%.

art4_guidoLe vacanze del caravanista itinerante sono lunghe, il 40% 2 settimane, 3 settimane per il 35%, una valida alternativa al mondo della fretta e del mordi e fuggi, un modo concreto per dar valore al tempo libero e al viaggio in libertà ed automi.

Peraltro anche chi preferisce una vacanza residenziale in campeggio rivela una insopprimibile voglia di viaggio, condito, di avventura e scoperta.

Insomma le vacanze in campeggio non sfiorano mai la banalità, se valutiamo che il 33% percorre fino a 1.000 Km per raggiungere il luogo di vacanza, mentre il 25% ne percorre fino a 2.000 Km, ed un 15% che supera questa soglia.

Le mete privilegiate sono italiane, cosi si esprime il 75,57% degli intervistati, con una durata di 2 settimane per il 46,58%, di 3 settimane per il 16,44% ed oltre per l’11,64%.

Il caravanista vive sempre una bella parentesi di vita e di vacanza in località che sempre di più soffrono della vacanza lampo, devastate dal tutti insieme nello stesso posto.

Una bella opportunità per rilanciare un turismo riflessivo e rispettoso dei luoghi.

I frequentatori di Tuttocaravan hanno anche svelato, oltre al dove vanno, da dove vengono, da quale esperienza di vacanza precedente provengono. Il ventaglio comprende tutte le modalità, chi viene da esperienze in albergo, nella misura del 31,93%, in casa affittata nella misura del 25,30%.

Tra quelli che provengono da precedenti esperienze di campeggio, il 56,63% utilizzava tenda o carrello tenda, il 12,05% utilizzava il camper.

Amsterdam_art6Ci sono poi quelli che hanno conosciuto sempre e solo la caravan, nella misura del 10,34%.

Infine i desideri dei caravanisti italiani sono molto semplici, vorrebbero un miglioramento del sistema di accoglienza, strutture aperte tutto l’anno, meglio distribuite anche nelle zone interne. Un l’elemento significativo è la richiesta di una maggiore disponibilità di agricampeggi, il 23,03%, che permette di viver la caravan in modo completamente destagionalizzato ed a contatto con le più belle realtà delle belle zone rurali del nostro paese.

Un’altra voce importante è l’apertura delle aree di sosta custodite alle caravan, superando anacronistici divieti.

Il profilo che delinea la figura del caravanista italiano è sorprendente, attivo tutto l’anno, grande viaggiatore anche su distanze importanti, vacanziero nel vero senso della parola.

Nel contempo si delinea la caravan come strumento moderno flessibile, economico, confortevole, uno strumento tradizionale che rifugge le mode passeggere, fedele nel tempo, ma con un grandissimo potenziale per il futuro.

Alla luce della elaborazione presentata, dalla quale si evince chiaramente una propensione alla mobilità dei caravanisti, probabilmente mutuata dall’avvento del motorizzato che ha spinto tanti campeggiatori a viaggiare con il proprio veicolo da campeggio, si possono trarre dei preziosi spunti che mi sento di proporre al Presidente e al CdA tutto.

Peraltro la tipologia della sosta del caravanista nei campeggi ha una durata media superiore a quella dei possessori di motocaravan proprio per la facilità di movimento che la sola vettura motrice garantisce quale strumento utilizzabile per escursioni e gite.  Questa maggiore permanenza nei luoghi di vacanza va tenuta in considerazione dalle strutture ospitanti e dalle offerte di servizi del luogo (ristoranti, negozi, bar) in quanto offre vantaggi alle comunità ospitanti: il campeggiatore come risorsa e non come problema.

 

Da qui scaturiscono i primi temi che il “Gruppo caravan” suggerisce:

  • creazione di aree di più facile accesso nei campeggi per utilizzatori non stagionali, siano essi dotati di caravan che di autocaravan, legate anche ad un aumento della durata dell’apertura di alcune strutture campeggistiche se anche i camperisti vengono invitati a tornare nei campeggi;
  • le aree di sosta dovrebbero consentire di sganciare la caravan in sosta per favorire la fruizione dei rimorchi nelle aree;
  • questi temi vanno visti anche come opportunità imprenditoriale sia per la struttura ospitante che per i comuni stessi in quanto il caravanista medio ha una collocazione sociale che gli consente di fruire delle offerte che la zona ospite offre, dal ristorante al bar al negozio e al supermercato. Inoltre il tema dei campeggi è un argomento al quale la Confederazione è particolarmente sensibile: “Ciao campeggio” è nato per questo, per invogliare e sensibilizzare i gestori dei camping all’accoglienza del Socio in tutte le stagioni, in cambio del loro ritorno alle strutture campeggistiche.

    Su questo tema la Confederazione Italiana Campeggiatori può svolgere una funzione di stimolo verso le istituzioni locali e verso le strutture ospitanti per far acquisire l’importante dato che il campeggiatore è una considerevole risorsa e non un problema

    Ed ora i temi che hanno un maggiore impatto nell’organizzazione burocratica e normativa:

    • Tempo 100, ossia la possibilità per le caravan, fornite di opportune dotazioni di sicurezza (ATC, praticamente un ABS per le caravan, stabilizzatore sul timone, strumento che riduce l’oscillazione del rimorchio e ammortizzatori), di viaggiare a 100 km/ora come consentito sulle autostrade tedesche;
    • Possibilità di revisionare le caravan anche presso centri autorizzati (es concessionari di caravan e camper), alla presenza di ingegneri della motorizzazione

    E’ necessario precisare che il testo del nuovo codice della strada, attualmente in discussione in Parlamento, prevede, nell’articolo 147, l’aumento della velocità delle caravan in autostrada: dobbiamo solo cercare di seguirne l’iter di approvazione.

    Sulla possibilità di effettuare la revisione della caravan, abbiamo notizia certa che alcuni Concessionari concordano con la Motorizzazione la presenza degli ingegneri nei propri centri vendita, per consentire ai clienti di svolgere questa operazione. Si consideri che per la revisione delle caravan non vi è necessità di strumenti di verifica in quanto tale operazione consiste nel controllo della documentazione, delle luci e in una prova pratica di partenza con il freno a mano tirato e una frenata brusca per verificare l’efficienza del sistema frenante. Questa operazione si potrebbe facilmente realizzare invitando i centri vendita ad attivarsi presso la motorizzazione, offrendo a pagamento un servizio post vendita molto apprezzato dai possessori di rimorchio abitabile o di carrello tenda.

    A conclusione di questa prima bozza di lavoro ci piacerebbe una legittimazione per la caravan sia nel linguaggio che nella sostanza. Molti Soci e molti Dirigenti hanno sostituito il termine “campeggiatore” con “camperista”, escludendo a priori tutte le altre forme di campeggio che richiedono pari dignità. Ritengo necessario riabilitare il termine “campeggiatore”, democraticamente omnicomprensivo. La Confederazione rischia di lasciare indietro le necessità e le peculiarità del campeggiatore che usa la tenda o la caravan per le proprie vacanze. Sono da sempre convinto che il “comparto” del Campeggio sia unico e che le assurde diatribe tra caravanisti e camperisti vadano superate nella maniera più assoluta perché la scelta del mezzo è legata alle proprie necessità ed al proprio modo di intendere la vita all’aria aperta; aggiungo inoltre che  ad ogni fase della vita corrisponde una diversa necessità di utilizzo del mezzo.

    Guido Bertinetti – Consigliere Nazionale