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SULLE TRACCE DI MARTIN LUTERO…

Quest’anno, agosto 2018, abbiamo deciso di effettuare un viaggio nella terra della più importante riforma religiosa del mondo occidentale, visitando i luoghi dove visse e operò Martin Lutero che ne fu il fautore: un itinerario che ci ha dato l’occasione per visitare la Sassonia, terra natia del teologo tedesco e cuore pulsante della Riforma Protestante, ma anche paesaggisticamente incantevole attraversata dall’Elba, con le sue tipiche cittadine e i tanti castelli immersi nel verde, e la Turingia, detta “il cuore verde della Germania” per i verdeggianti e suggestivi paesaggi ancora incontaminati, e con le sue città storicamente e culturalmente importanti, tanto che Goethe scrisse : “In quale altro luogo in Germania si possono trovare tante cose belle in una superficie così piccola?”.
In linea di massima, un circuito non molto frequentato dalla massa turistica che solitamente preferisce altre mete.

Ovviamente, per noi il viaggio ha significato approfondire aspetti storici che erano rimasti a livello scolastico, ci riferiamo a Lutero e alla sua spinta alla riforma religiosa. Alcuni cenni sono fondamentali per comprendere il percorso effettuato.

Martin Lutero

Martin Lutero fu un monaco tedesco che nella prima metà del XVI secolo, a cavallo tra il Medioevo e l’età moderna, mise in moto un grande processo religioso, politico, culturale, poi chiamato Riforma protestante, che, nell’arco di circa cinquant’anni, cambiò il volto religioso dell’Europa producendo la frattura della cristianità in tutto l’Occidente cristiano. La Riforma scaturì principalmente da motivazioni religiose dettate dalla riscoperta del Vangelo come annuncio della libera grazia di Dio, donata al peccatore indipendentemente dai suoi meriti, e dalla critica della degenerazione morale e spirituale della Chiesa.

Martin Lutero nasce a Eisleben, in Sassonia, il 10 novembre 1483. Frequenta gli studi superiori a Erfurt e nel 1505, dopo aver conseguito il dottorato entra nel convento degli agostiniani di Erfurt e, un anno dopo, viene ordinato sacerdote. Chiamato a Wittenberg ad insegnare teologia, nel 1515-1516 tiene un corso sulla prima lettera di San Paolo ai romani, nella quale si poteva leggere: “Il giusto vivrà mediante fede” ciò determina ai suoi occhi un cambiamento del senso del cristianesimo.

La prima importante occasione per manifestare pubblicamente le proprie idee fu offerta dalla polemica contro la prassi ecclesiale delle indulgenze.
01_MartinLuteroCaterinaVonBoraNel 1517 papa Leone X, per finanziare la ricostruzione della basilica di San Pietro, mise in vendita le indulgenze. L’indulgenza è il perdono dei peccati, perciò chi riceve l’indulgenza è sicuro, dopo la morte, di andare in paradiso.
Martin Lutero denunciò questo traffico e il 31 ottobre del 1517 affisse sulla porta della chiesa di Wittenberg un documento contenente le 95 tesi, ovvero argomenti di discussione contro la Chiesa cattolica romana. Più che sullo squallido commercio delle indulgenze, il suo attacco verteva sulla loro assurdità morale e teologica.
Le Tesi erano state scritte in latino ma furono tradotte in tedesco, stampate e diffuse in migliaia di copie: alla fine del 1517 mezza Germania criticava apertamente papa Leone X. Ne nacque una disputa fino a quando papa Leone X, il 15 giugno del 1520, emanò la bolla Exurge Domine, con cui condannava le idee del monaco.
Martin Lutero arrivò a bruciare in pubblico la bolla papale (10 dicembre 1520). La rottura con Roma è totale e il 3 gennaio 1521 Martin Lutero viene scomunicato con la bolla Decet Romanum Pontificem.

Nella Dieta (riunione) di Worms del 25 maggio 1521, su sollecitazione papale, Carlo V d’Asburgo dichiarò Martin Lutero un fuorilegge, nemico pubblico: chiunque poteva ucciderlo impunemente.
02_Lutero_ScrittoioFederico III di Sassonia simulò un rapimento del monaco e lo nascose al castello di Wartburg. Qui Martin Lutero si dedicò alla traduzione del Nuovo Testamento dal latino in lingua tedesca: traduzione ancora oggi adottata nelle chiese protestanti.

Nel 1525, coerentemente con le sue idee sul matrimonio e sulla vita religiosa, Lutero sposò Caterina von Bora, una monaca che aveva abbandonato il convento per aderire alla causa della Riforma, e che diede a Martin Lutero sei figli.

Martin Lutero morì il 18 febbraio 1546, un anno dopo l’inaugurazione del Concilio di Trento, che diede inizio alla Controriforma.

Dopo alcuni tentativi di riconciliazione con Roma, dopo la seconda Dieta di Ratisbona del 1524, molti principi regnanti passarono apertamente alla Riforma: si avvia il processo di divisione della Germania su base confessionale avallato da un periodo di lotte tra vari principi regnanti e Carlo V, che si conclude con la Pace di Augusta (1555), con la quale si sancì la divisione tra cattolici e protestanti in base al principio cuius regio, eius religio che imponeva ai sudditi di seguire la religione del loro principe, cattolico o luterano che fosse.

La dottrina luterana si affermò soprattutto in Germania, nei paesi scandinavi e baltici.

Il pensiero teologico

Il pensiero teologico di Lutero si fondavano su tre principi essenziali:

1.Solo Fede. Il primo di questi principi, si basava su un passo tratto da uno scritto di San Paolo che comprendeva la seguente frase: “il giusto si salverà per la sua fede”, che stava a significare che la salvezza dell’anima dipendeva dalla fede e non dalle opere, ossia, solo mediante la fede è possibile giustificare le opere, mentre le sole opere non possono sostituire la fede.

2.Solo Scrittura. Il secondo principio era ancor più radicale, in quanto negava la necessità del magistero della Chiesa e delle sue tradizioni. Lutero sosteneva, infatti, che ogni cristiano poteva leggere ed interpretare da sé la Sacra Bibbia. Per questo scopo essa poteva essere tradotta nella lingua nazionale e diffusa ovunque. Egli escludeva inoltre tutto quel complesso di regole, leggi e prescrizioni, formatosi nel corso dei secoli ad opera dei vari papi e dei concili.

3.Solo due Sacramenti. Senza il primato della fede, i sacramenti si riducono a “sacrileghe superstizioni di opere”. Saranno perciò conservati solo quei segni sacramentali nei quali è il fedele ad accogliere ciò che Dio gli offre, mentre verranno aboliti o riformati quelli che fanno credere di compiere un’opera buona perché venga accettata da Dio. Quindi Lutero salva solo Battesimo ed Eucaristia, anche se dava a quest’ultimo una interpretazione diversa.

Il percorso del viaggio

03_Lutero_ItinerarioQuesta volta abbiamo voluto sperimentare una possibilità di viaggio con amici, non camperisti, che viaggiano in auto e pernottano, in città, in strutture ricettive ovviamente diverse dalle nostre: si voleva verificare le difficoltà che si incontrano nell’economia del viaggio.
Due problemi iniziali: i nostri amici partono da Bologna dove vivono e noi da Napoli, loro, per problemi lavorativi, hanno iniziato il viaggio il 28 luglio, noi il primo agosto: appuntamento a Lipsia, la città del Faust di Goethe e dell’Inno alla Gioia di Schiller, prima tappa comune.

Venerdì 3 agosto
Arrivati a Lipsia, in mattinata, sistematici al Camping Knaus (tutte le notizie relative ai punti di sosta sono raggruppate in fondo all’articolo), siamo arrivati in centro città, utilizzando autobus e tram, molto comodi, per incontrarci con gli amici, Giordano e Brunella, Moreno e Anna, e abbiamo fatto un primo giro per il centro.
Lutero e Bach non erano certo contemporanei, ma nella città delle note musicali sono numerosi i luoghi che ne testimoniano l’opera e l’affinità spirituale. Chi ripercorre il cammino di Lutero a Lipsia, incrocia inevitabilmente le note di Bach.
“I canti di Lutero hanno corrotto le anime più dei suoi scritti e discorsi.” (Adam Contzen). Due secoli dopo la nascita del riformatore, Johann Sebastian Bach fu una vittima illustre di questa influenza, tanto che, con le sue opere e il ruolo di maestro del coro presso la Chiesa di San Tommaso, contribuì a realizzare l’ideale spirituale di Lutero: avvicinare le anime a Dio attraverso la musica.
La sera abbiamo cenato allo storico Auerbachs Keller, un locale risalente al 1530, reso celebre da Goethe, che vi ambientò alcune scene del suo Faust, opera richiamata da alcuni dipinti nel ristorante. Davanti l’ingresso, nell’elegante Madler Passage Arcade, c’è la statua del dottor Faust con Mephisto alle spalle. Vale la pena entrare anche solo per una birra, per respirare la ventata di storia che il locale, con le sue discrete tonalità opache, indubbiamente emana.

Sabato 4 agosto
Facendo capo a Lipsia, ci rechiamo, sempre in compagnia dei nostri amici, noi in camper, loro in auto, un giorno a Dresda, che esula dal “percorso Lutero”.
04_Dresda_AmiciCi porta a Dresda, particolarmente, il desiderio di visitare la famosa Pinacoteca dei Maestri Antichi, una raffinata galleria d’arte, che, con la sua collezione di oltre 2000 dipinti e numerosissime incisioni, è uno dei più importanti musei d’Europa. La sede è all’interno dell’affascinante complesso architettonico dello Zwinger, capolavoro barocco dell’architetto Pöppelmann, pressoché interamente ricostruito dopo le distruzioni dovute ai bombardamenti nel corso della seconda guerra mondiale.
Lo Zwinger è la costruzione più conosciuta e visitata di Dresda: 05_Dresda_MadonnaSistinainserito in giardini ricchi di fontane, grandiose gallerie e raffinati padiglioni che ospitano le collezioni artistiche più importanti della città, vi si accede attraversando la straordinaria porta di accesso detta Kronentor, sovrastata da una corona che rappresenta tutti i re che si sono succeduti al trono della Sassonia. Ogni ora un carillon intona una piacevole melodia, risultato dello scampanellio di cinquanta campanelle in ceramica.

Per noi, è un vero piacere attraversare le sale della Pinacoteca dei Maestri Antichi, dove l’esposizione privilegia non la tradizionale suddivisione in scuole, bensì una visione d’insieme in prospettiva europea molto suggestiva, in quanto meglio si apprezza la personale interpretazione del singolo artista delle varie tecniche pittoriche: dal ritratto alla natura morta, dal caravaggismo all’uso del pastello.

La pittura italiana è molto rappresentata: Giorgione, Tiziano, Correggio, Mantegna, Botticelli, Antonello da Messina, il Canaletto, per citarne alcuni: ma è la Madonna Sistina dipinta da Raffaello cinque secoli fa, che ci incanta.
Altrettanto importante è la collezione dei maestri olandesi e fiamminghi del XVII secolo (molte opere di Rembrandt e della sua scuola), della pittura rinascimentale tedesca e olandese (van Eyck, Dürer, Cranach e Holbein), ma anche opere di artisti spagnoli e francesi del XVII secolo: insomma, un emozionante incontro tra massimi esponenti della pittura europea dal primo Rinascimento al Rococò, che vale un viaggio.

Domenica 5 agosto
Giornata dedicata alla visita di Lipsia, sempre in compagni dei nostri amici.

06_Lipsia_BachDalla caduta del Muro, Lipsia, la seconda località dell’ex DDR è in trasformazione continua, grazie ad un’opera di ammodernamento, di innovazione e di arte, nel rispetto delle proprie tradizioni: ad esempio, quindicimila abitazioni in stile liberty, quasi tutte ristrutturate, sono un vanto cittadino.
Due particolarità che riguardano Lipsia, l’editoria e la musica: qui nacque il primo quotidiano e, nel 1912, la città aveva già trecento case editrici e 982 librerie e qui nacque Richard Wagner, qui visse per 27 anni Johann Sebastian Bach al quale è dedicato un museo, qui Robert Schumann scrisse la sua sinfonia “La Primavera”, e Felix Mendelssohn diresse per molti anni l’orchestra sinfonica della città dove anche Mahler e Grieg scrissero le loro opere.
È possibile fare, preferibilmente in bici, un percorso cittadino di circa cinque chilometri lungo il quale si incontrano i luoghi e le case vissute da questi musicisti. Noi, senza bici, abbiamo fatto solo alcuni tratti.
Visitiamo la Chiesa di San Nicola, un edificio religioso risalente al XII secolo, ricostruito poi in stile neoclassico, attualmente di culto evangelico: qui, si trova il più celebre ritratto di J. S. Bach, realizzato da Elias Haussmann nel 1748, due anni prima della morte del compositore, che a Lipsia visse gran parte della sua vita e, in questa chiesa, compose alcune delle sue più grandi opere. La tela apparteneva a un ebreo tedesco fuggito in Inghilterra per preservarla dai raid della Luftwaffe.
Nella chiesa di San Nicola, nel recente passato, ogni lunedì, si tenevano manifestazioni pacifiche per protestare contro il regime comunista.07_Lipsia_SanTommaso
Indubbiamente, la chiesa di maggiore interesse, per il nostro viaggio, è la Chiesa di San Tommaso, dove Martin Lutero predicò nel 1539 in occasione della Pentecoste e dove, per circa trent’anni (1723-1750), Johann Sebastian Bach fu Kantor e direttore del coro: la chiesa divenne un importante luogo di culto protestante della Sassonia e qui riposano le spoglie di Bach.
Al termine della visita, salutiamo i nostri amici, che continueranno il loro viaggio con un percorso diverso dal nostro.

Lunedì 6 agosto
Sempre facendo capo a Lipsia, ci rechiamo in camper a Wittenberg.
08_Wittenberg_95 tesiÈ il luogo dove Lutero diede avvio alla riforma protestante pubblicando alla Schlosskirche, nel 1517, le sue 95 tesi contro la corruzione della chiesa cattolica. In questa chiesa sono sepolti Lutero e il suo amico Malantone.
Sede universitaria fin dal 1502, Wittenberg era un centro di idee progressiste, la città in cui i preti si sposavano e i pedagogisti come l’amico di Lutero, Filippo Melantone, sostenevano che le scuole dovessero accogliere anche le donne.
Talvolta definita la “Roma dei protestanti”, Wittenberg conserva numerosi siti legati alla Riforma che sono stati dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1996.
Visita alla casa di Lutero, un ex monastero dove visse come monaco dal 1508 e che venne trasformata in abitazione dalla sua famiglia nel 1525. Qui si trova un’interessante mostra che aiuta a comprendere la figura di Lutero, il suo tempo e l’impatto che le sue idee ebbero sulla società. Ultima sosta alla Stadtkirche Sankt Marien, la chiesa che diede avvio alla riforma poiché qui nel 1521 venne celebrata la prima funzione protestante e Lutero tenne i suoi sermoni.

Martedì 7 agosto
Lasciamo Lipsia alla volta di Eisleben, la città della nascita e della morte di Martin Lutero (1483-1546), dove visitiamo la casa natale, la chiesa di San’Andrea, dove Lutero pronunciò i suoi sermoni, la chiesa dei Santi Pietro e Paolo dove venne battezzato e la chiesa di Sant’Anna, dove si trova una Bibbia in pietra unica del suo genere in Europa: forse l’oggetto più interessante della visita in questa città.
Riprendiamo il viaggio e arriviamo ad Erfurt, la capitale della Turingia, nel primo pomeriggio, dove troviamo posto in un’area di sosta in periferia, con un tram nelle vicinanze per il centro.

Mercoledì 8 agosto
Visita di Erfurt. La città vanta una delle università più antiche e importanti della Germania che Martin Lutero frequentò, dal 1501 al 1505, e dove conseguì il titolo di Magister Artium, sempre qui entrò nel monastero agostiniano, l’Augustinerkloster, fu ordinato monaco e celebrò la sua prima messa.
Nell’edificio visitiamo la cella dove Lutero visse dal 1505 al 1511, la mostra dedicata alla storia della Bibbia e alla vita di Lutero a Erfurt.09_Erfurth_LaRosaDiLutero
Annessa al convento, si trova la chiesa dedicata a Sant’Agostino, luogo di culto luterano. Nelle finestre, istoriate in stile gotico, cosiddette del Leone e del Pappagallo, si possono riconoscere i disegni che ispirarono il simbolo del Luteranesimo, la cosiddetta rosa.
Il simbolo fu disegnato per Martin Lutero da Giovanni Federico I di Sassonia nel 1530, mentre era nella Fortezza di Coburgo durante la Dieta di Augusta. Lutero con questo simbolo espresse il compendio della sua teologia e della sua fede.
Erfurt è anche chiamata città delle torri per il gran numero di chiese, cappelle e monasteri. Siamo saliti sulla cima del Domberg, la collina simbolo della città, dove sorgono la cattedrale (che non abbiamo potuto visitare all’interno, perché chiusa per un evento) e la chiesa di San Severo: dall’alto una vista del centro medioevale della città.
10_Erfurth_KramerbruckeImperdibile una passeggiata lungo il celebre Ponte dei Bottegai, il Krämerbrücke (del 1325) sul fiume Gera, in pieno centro storico. È il più lungo ponte d’Europa fiancheggiato da entrambi i lati da case abitate, alcune con le facciate a struttura reticolare, con botteghe di artigianato, negozi di spezie e di stoffe, cartolerie, e un museo che espone giocattoli e bambole.
Nella piazza principale, la Fischmarkt, assaggiamo un menù tipico della regione.
Prima di rientrare all’area di sosta, facciamo spesa all’interno di un centro commerciale, molto bello e ricco di mercanzia: simbolo della trasformazione, sociale ed economica, sulla caduta del Muro.

Giovedì 9 agosto
In camper ci spostiamo da Erfurt a Weimar, città europea della cultura nel 1999, anno del 250esimo anniversario della nascita di Goethe, quasi un riconoscimento per il ruolo che questa città svolse nella cultura tedesca ed europea nel ‘700 e ‘800. Weimar è conosciuta come città di Goethe e Schiller, i due più importanti scrittori di lingua tedesca, ma è stata anche la città del pittore Lucas Cranach, dei musicisti Bach, Wagner e Liszt, dei filosofi Herder e Nietzsche ed è stata sede della scuola di architettura e di design “Bauhaus”, che, negli anni Venti del ‘900, rivoluzionò l’arte.
11_Weimar_PiazzaNella maestosa piazza centrale del teatro, la statua di Goethe e Schiller è l’emblema di questa città che, oggi, annovera ben 27 musei e 16 oggetti unici inserti dall’UNESCO nella lista dei patrimoni dell’umanità, tra cui un cenno alla Biblioteca della duchessa Anna Amalia (costruita nel 1761-66) tra le più belle d’Europa con la bella sala in stile rococò: raccoglie circa 1.000.000 di libri, di cui 13.000 sul tema del “Faust” e una collezione Shakespeare di 10.000 volumi.
A Weimar è legato anche il nome della prima repubblica democratica in Germania, la “Repubblica di Weimar”, fondata nel 1919 nel Nationaltheater di questa città. Dal 1949 fino alla riunificazione tedesca nel 1990, Weimar apparteneva alla Repubblica Democratica Tedesca.
Visitiamo, tra l’altro, la casa di Goethe con il relativo museo, poi, nella bella Piazza Mercato, tra l’imponente fontana di Nettuno, il Municipio, il Palazzo civico e la casa del pittore rinascimentale Lucas Cranach consumiamo un favoloso enorme gelato con tanta frutta fresca.
12_Buchenwald_IngressoNel primo pomeriggio, ci spostiamo a Buchenwald per visitare il campo di concentramento, a noi italiani noto anche perché, qui, morì la principessa Mafalda di Savoia, lasciata morire per dissanguamento a seguito dell’amputazione di un braccio incancrenito.
Noi, durante i nostri viaggi, abbiamo già visitato il campo di concentramento di Dachau, a pochi chilometri da Monaco di Baviera, e poi quello di Auschwitz-Birkenau, da Carcovia in Polonia, ma abbiamo voluto visitare anche Buchewald spinti da un profondo sentimento d’amore e mossi da una dolorosa commozione nei confronti di chi ha patito atroci sofferenze, ma soprattutto per noi è un obbligo morale.
Primo Levi scriveva che l’olocausto è una pagina del libro dell’umanità da cui non dovremo mai togliere il segnalibro della memoria, ed è per questo che una visita ad un campo di concentramento è un obbligo morale verso le migliaia di persone che hanno perso la vita in quei campi di sterminio, ma ancora di più verso i sopravvissuti a quelle atrocità. Durante una visita ad un campo di sterminio, il groviglio di emozioni è tanto forte da segnarti per sempre, perché è difficile da accettare, e perché “… a noi tocca il compito di meditare, e di non lasciare che la memoria si spenga” (Primo Levi).
Nel tardo pomeriggio arriviamo ad Eisenach, altra tappa importante per il nostro percorso Lutero.

Venerdì 10 agosto
A Eisenach Martin Lutero andò a scuola qui e vi ritornò qualche anno più tardi per rifugiarsi a Wartburg, uno dei castelli più famosi della Germania, dichiarato, nel 1999, Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.
Un secolo dopo, J. S. Bach, il più grande dei musicisti barocchi, nacque in una casa modesta e frequentò la stessa scuola in cui aveva studiato Lutero.
13_Eisenach_WartburgTra i castelli medievali importanti nella storia tedesca, la fortezza della Wartburg occupa una posizione di primo piano. Secondo la leggenda, i primi edifici della fortezza furono fatti costruire nel 1067 dal conte Ludwig der Springer (Ludovico il Saltatore) allo scopo di proteggere i propri territori. Nel 1206, nel castello ebbe luogo una famosa competizione di menestrelli che Richard Wagner avrebbe in seguito immortalato nell’opera Tannhäuser.
Nel castello, nel 1521, dopo essere stato scomunicato dal papa, Martin Lutero trovò rifugio sotto il falso nome di Junker Jörg: sono visitabili gli spazi dove visse e studiò nei dieci mesi trascorsi alla Wartburg.
Qui, Lutero tradusse dal greco in tedesco il Nuovo Testamento, dando, in tal modo, anche un contributo fondamentale allo sviluppo del tedesco scritto.
Una visita interessante e con scorci panoramici sul dolce verde della Turingia, illuminato da un caldo sole e favorito da una piacevole brezza.
Nelle vicinanze dell’area di sosta, segnaliamo il ristorante greco Dafne dove abbiamo consumato un’ottima cena.

Sabato 11 agosto
Trasferimento in zona Worms, sistemazione al Camping Knaus di Bad Durkheim sul lago, affollato, ma nell’insieme gradevole.
14_Worms_PortaLa mattina successiva ci siamo recati a Worms in camper e abbiamo parcheggiato in un’area di sosta ad un chilometro dal centro, abbastanza comoda.
Città dell’Assia Renana, tra le più antiche della Germania, pare che l’insediamento risalga ad epoca romana come attestano il nome antico e la strutturazione delle strade tipicamente romana, tuttora riconoscibile nella pianta della città.
Nel 413 d.C. divenne capitale del regno dei Burgundi la cui saga è immortalata nel poema epico dei Nibelunghi (“Popolo delle nebbie”) è il nome dato dalla tradizione germanica a una stirpe mitologica di nani che viveva sotto terra e conosceva i segreti della fusione del ferro e possedeva un ingente tesoro conquistato poi da Sigfrido.
La maggior parte degli episodi medioevali riguardanti i Nibelunghi sono ambientati a Worms, dove, oggi, è visitabile un museo multimediale. Si narrano le vicende dell’eroe Sigfrido alla corte dei Burgundi e la vendetta di sua moglie Crimilde, che porta alla morte di tutti i protagonisti.
Diversi rifacimenti della Nibelungenlied, tra cui la celebre tetralogia L’anello del Nibelungo di Richard Wagner: il capolavoro wagneriano (letterario oltre che musicale) è sorto dalla fusione di vari miti e nasce nel clima del 1848: il ribelle Sigfrido che spezza la lancia del padre degli Dei, Wotan, simbolicamente accende la speranza di un radicale cambiamento.
In età moderna, i manoscritti contenenti le diverse versioni della materia nibelungica vengono riscoperti in Germania e riscritti ai fini dell’esaltazione del carattere germanico, tema proprio del nazionalismo tedesco.

 

 

 

15_Worms_NibelunghiIl tentativo cinematografico più riuscito di mettere in scena la saga dei Nibelunghi è stato quello del regista tedesco Fritz Lang, che, nel 1924, con il lungo film muto in due parti, ha creato un capolavoro del cinema, molto utilizzato nel multimediale che abbiamo visto al museo. La lingua usata è il tedesco, ma è possibile seguire la visione con audioguide in inglese. Davvero interessante.
Worms è famosa anche per la Dieta (assemblea politica o parlamentare di alcuni stati) del 1521, durante la quale Lutero rifiutò di rinnegare i propri principi teologici e Carlo V d’Asburgo bandì dall’Impero Lutero e le sue dottrine.
E a Lutero è dedicato un imponente monumento costruito nel 1868 da Ernst Rietschel, posto in un grande giardino, considerato a livello mondiale il più importante monumento dedicato alla riforma luterana.
Altra curiosità storica: in un privilegio siglato nell’anno 1090, Enrico IV di Franconia fissò i diritti degli ebrei di Worms: tutela della vita e della proprietà, libertà economica e religiosa, diritto a servirsi di servitori di religione cristiana, autonomia della comunità per quanto riguardava la giurisdizione tra ebrei, e fissazione di una procedura vincolante per le liti tra ebrei e cristiani. Si trattava di una normativa rivoluzionaria, che avrebbe segnato per secoli, sia in positivo che in negativo, le relazioni tra ebrei e cristiani. Infatti, fino agli anni delle persecuzioni naziste, Worms accolse una fiorente comunità ebraica, nota per l’erudizione dei suoi rabbini e che le valse il soprannome di “Piccola Gerusalemme”.
Un cimitero ebraico, il più antico d’Europa, e una sinagoga romanica del 1034 sono la testimonianza di questa illuminata politica di accoglienza.

Conclusioni

Il nostro viaggio termina qui, molto più interessante di ogni nostra previsione, certamente molto vario, avendo attraversato ben tre regioni della Germania forse meno frequentata dal turismo italiano, e con il desiderio di ritornare per esplorare altri siti e altre città.

I punti di sosta

LIPSIA – Camping Knaus – Gustav-Esche-Straße 5, Lipsia – Gps: 51°22’11″N 12°18’48″E – Grande, pianeggiante, spazioso, assolato – Trasferimento in città con Autobus e poi Tram

DRESDA – Wohnmobilstellplatz – Am Blüherpark – Zinzendorfstraße 7, 01069 Dresden – Gps: 51.04432, 13.74379 – Il centro è raggiungibile anche a piedi – Possibile sosta notturna

WITTENBERG – Parcheggio per auto in città all’ingresso del centro storico in Wallstraße angolo Elbstraße – Non possibile sosta notturna

EISLEBEN – Parcheggio libero in grande spiazzo sterrato in Zeppelinstraße – Non si consiglia la sosta notturna

ERFURTH – Area di sosta Trautmann, Rottenbacher Weg 11 Erfurth – Gps: N 50.95421, E 11.06656 – Tram a qualche centinaio di metri dall’area di sosta – La reception è nei locali della vicina Sauna (circa 100 metri); si possono utilizzare i servizi igienici della Sauna; docce a pagamento.

WEIMAR – Parcheggio per camper Hermann-Brill Platz – Gps: N 50.985349, E 11.315873 – Spazioso, possibile sosta notturna

EISENACH – Wohnmobilstellplatz Eisenach – Karl-Marx-Straße 40 – Gps: N 50.978978, E 10.323654 – Di fronte al parcheggio di un supermercato, pochi stalli ma sufficienti – Camper service – Tranquillo, possibile sosta notturna.

BAD DURKHEIM – Campingpark Knaus Bad Dürkheim – In den Almen 1, 67098 Bad Dürkheim – Gps: N 49.2823, E 8.1128 – Campeggio in località Bad Dürkheim, la città di Worms è stata raggiunta in camper.

WORMS – Area di sosta Worms Reno Neckar Kastanienalee – Gps: N 49.63471, E 8.37522 – Appena fuori città raggiungibile a piedi, circa 1 Km. – Possibile sosta notturna

Elia Patalano
Pio Rotondo

 Foto: Giordano Nicoletti